Titolo Proprio: Trochilo (Trochilus, Corrira vulgò, cum cypero dulci)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 289
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F36
Datazione Stimata: 1603
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 21,5 x 18,8
Tag: trochilo, corrira, Erodoto, Aristotele

L'immagine rappresenta un uccello variegato, con becco diritto giallo e nero all'estremità, occhi neri circondati da un anello bianco a sua volta circondato da un altro anello castano, dati che corrispondono con la descrizione di Aldrovandi. Questi però scrive che il ventre e la parte inferiore dell'animale sono bianche, mentre l'immagine mostra l'alternanza di bianco e di un colore ferruginoso che si ritrova anche sul capo, sul collo, sul dorso e sulla parte superiore delle ali. La coda è descritta come ricoperta da due penne bianche che terminano nere, ma nell'immagine di bianco c'è solo un punto nella parte finale della coda. Le zampe lunghe e magre, le dita unite da membrane. Accanto, una pianta di Cipero dolce. Aldrovandi sta cercando di identificare il Trochilo degli autori antichi (Trochilus dal greco τροχίλος), descritto come un uccello che corre velocissimo, con un uccello osservato da lui stesso, chiamato localmente dai cacciatori Corrira per la rapidità della sua corsa. Trochilus deriverebbe dunque da τρέχω, che vuol dire correre. ll Trochilo è uno degli uccelli più problematici della zoologia antica, perché gli Autori utilizzano questo nome per indicare uccelli diversi. Erodoto, ad esempio, si riferiva ad un piccolo uccello leggendario che entrava nella bocca del coccodrillo per nutrirsi dei residui di cibo e delle sanguisughe, una leggenda famosa ripresa anche da Aristotele e da Claudius Aelianus.
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